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ARGOS il sussidio dei lavoratori stagionali

Scritto da Carla Lotti e Riccardo Iovine in collaborazione con l’associazione ALT e il comitato Tutela stagionali e depositato in Suprema Corte di Cassazione

Proposta di Legge di Iniziativa Popolare

“ISTITUZIONE DELLA CATEGORIA DEI LAVORATORI STAGIONALI NON AGRICOLI E DISCIPLINA DELL’ASSICURAZIONE A RETRIBUZIONE GRADUALE PER L’OCCUPAZIONE STAGIONALE- ARGOS”.

ART. 1

LAVORATORI STAGIONALI NON AGRICOLI

Visto l’elenco delle attività a carattere stagionale individuate dal decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n.1525; Visto l’art.1 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1995, n.378; Visto il decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368;

E’ istituita la categoria dei LAVORATORI STAGIONALI NON AGRICOLI.

Appartengono a detta categoria i lavoratori:

a) Stagionali assunti per attività di cui al D.P.R. n.1525/1963;

b) Stagionali assunti per attività definite da avvisi comuni e da CCNL;

c) Stagionali, definiti tali secondo le norme vigenti, assunti per attività non comprese alle lettere a) e b).

ART.2

ASSICURAZIONE a RETRIBUZIONE GRADUALE per l’OCCUPAZIONE STAGIONALE- ARGOS

A decorrere dal XXXXXX XXXX è istituita l’ Assicurazione a Retribuzione Graduale per l’Occupazione Stagionale (ARGOS), avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai LAVORATORI STAGIONALI NON AGRICOLI nel periodo di non occupazione.

Sostituisce le prestazioni di NASpI introdotte dal D. Lgs 22/2015, con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal XXXXXX XXXX.

ART. 3

DESTINATARI

Sono destinatari dell’ ARGOS i lavoratori dipendenti stagionali non agricoli come determinati all’art.1.

ART. 4

REQUISITI

1. L’ ARGOS è riconosciuta ai lavoratori dipendenti stagionali non agricoli, residenti in Italia ( sentenza della Corte di Giustizia dell’ Unione Europea 11 aprile 2013, causa C433/11; Regolamento n. 883/2004, come modificato dal regolamento n. 988/2009 del 16 settembre 2009), che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:

a) siano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;

b) possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;

c) possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

2. L’ ARGOS è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e alle lavoratrici che hanno rassegnato le dimissioni durante il periodo tutelato di maternità  obbligatoria.

ART.5

CALCOLO E MISURA

1. L’ ARGOS è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33 ed è così calcolata:

a) 60% della retribuzione mensile per i lavoratori che possono far valere un periodo contributivo compreso tra 13 e 52 settimane negli ultimi 4 anni, all’atto della cessazione dell’ultimo rapporto lavorativo antecedente la domanda di ARGOS;

b) 65% della retribuzione mensile per i lavoratori che possono far valere un periodo contributivo compreso tra 53 e 103 settimane negli ultimi 4 anni, all’atto della cessazione dell’ultimo rapporto lavorativo antecedente la domanda di ARGOS;

c) 70% della retribuzione mensile per i lavoratori che possono far valere un periodo contributivo di oltre 103 settimane negli ultimi 4 anni, all’atto della cessazione dell’ultimo rapporto lavorativo antecedente la domanda di ARGOS.

3. In ogni caso l’ARGOS non può superare nel XXXX l’importo mensile massimo di 1.250 euro.

4. L’ARGOS si riduce del 3 per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

5. All’ARGOS non si applica il prelievo contributivo di cui all’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41.

ART. 6

DURATA

1. L’ ARGOS è corrisposta mensilmente, nella misura di un giorno di indennità per ogni giorno di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione. L’ ARGOS è corrisposta per un massimo di 26 settimane.

ART. 7

DOMANDA E DECORRENZA DELLA PRESTAZIONE

1. La domanda di ARGOS è presentata all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

2. L’ ARGOS spetta a decorrere dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.

ART. 8

CONDIZIONALITA’

1. L’erogazione dell’ ARGOS è condizionata alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa nonché ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai Servizi competenti ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera g), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni.

2. Con il decreto legislativo di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183, sono introdotte ulteriori misure volte a condizionare la fruizione dell’ ARGOS alla ricerca attiva di un’occupazione e al reinserimento nel tessuto produttivo.

3. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono determinate le condizioni e le modalità per l’attuazione della presente disposizione nonché le misure conseguenti all’inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di politica attiva di cui al comma 1.

ART. 9

COMPATIBILITA’ CON IL RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO

1. Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce l’ARGOS instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale decade dalla prestazione, salvo il caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a sei mesi. In tale caso la prestazione è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro. La contribuzione versata durante il periodo di sospensione è utile ai fini di cui agli articoli 4 e 5.

2. Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce l’ ARGOS instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione conserva il diritto alla prestazione, ridotta nei termini di cui all’articolo 10, a condizione che comunichi all’INPS entro trenta giorni dall’inizio dell’attività il reddito annuo previsto e che il datore di lavoro o, qualora il lavoratore sia impiegato con contratto di somministrazione, l’utilizzatore, siano diversi dal datore di lavoro o dall’utilizzatore per i quali il lavoratore prestava la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto all’ ARGOS e non presentino rispetto ad essi rapporti di collegamento o di controllo ovvero assetti proprietari sostanzialmente coincidenti. La contribuzione versata è utile ai fini di cui agli articoli 4 e 5.

3. Il lavoratore titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale che cessi da uno dei detti rapporti a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, o di risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dall’articolo 1, comma 40, della legge n. 92 del 2012, e il cui reddito sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, ha diritto, ricorrendo tutti gli altri requisiti, di percepire l’ ARGOS, ridotta nei termini di cui all’articolo 10, a condizione che comunichi all’INPS entro trenta giorni dalla domanda di prestazione il reddito annuo previsto.

4. La contribuzione relativa all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti versata in relazione all’attività di lavoro subordinato non da’ luogo ad accrediti contributivi ed è riversata integralmente alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 della legge n. 88 del 1989.

ART. 10

COMPATIBILITA’ CON LO SVOLGIMENTO DI ATTIVITA’ LAVORATIVA IN FORMA AUTONOMA O DI IMPRESA INDIVIDUALE

1. Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la ARGOS intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale ricava un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. L’ARGOS è ridotta di un importo pari all’80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi e’ tenuto a presentare all’INPS un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale entro il 31 marzo dell’anno successivo. Nel caso di mancata presentazione dell’autodichiarazione il lavoratore è tenuto a restituire l’ ARGOS percepita dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.

2. La contribuzione relativa all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti versata in relazione all’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale non da’ luogo ad accrediti contributivi ed è riversata integralmente alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 della legge n. 88 del 1989.

ART.11

DECADENZA

1. Ferme restando le misure conseguenti all’inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di politica attiva previste dal decreto di cui all’articolo 8, comma 3, il lavoratore decade dalla fruizione dell’ARGOS nei seguenti casi:

a) perdita dello stato di disoccupazione;

b) inizio di un’attività lavorativa subordinata senza provvedere alle comunicazioni di cui all’articolo 9, commi 2 e 3;

c) inizio di un’attività lavorativa in forma autonoma o d’ impresa individuale senza provvedere alla comunicazione di cui all’articolo 10, comma 1, primo periodo;

d) raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;

e) acquisizione del diritto all’assegno ordinario d’invalidità, salvo il diritto del lavoratore di optare per l’ARGOS.

ART. 12

CONTRIBUZIONE FIGURATIVA

1. La contribuzione figurativa è rapportata alla retribuzione di cui all’articolo 5, comma 1, entro un limite di retribuzione pari a 1,2 volte l’importo massimo mensile dell’ ARGOS per l’anno in corso.

2. Le retribuzioni computate nei limiti di cui al comma 1, rivalutate fino alla data di decorrenza della pensione, non sono prese in considerazione per la determinazione della retribuzione pensionabile qualora siano di importo inferiore alla retribuzione media pensionabile ottenuta non considerando tali retribuzioni. Rimane salvo il computo dell’anzianità contributiva relativa ai periodi eventualmente non considerati nella determinazione della retribuzione pensionabile ai fini dell’applicazione dell’articolo 24, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

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5 thoughts on “ARGOS il sussidio dei lavoratori stagionali

  1. Considerata la volontà dell’attuale governo di volere mortificare i lavoratori stagionali, questa proposta di legge potrebbe rappresentare una buona soluzione. Complimenti per il lavoro che avete fatto!

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