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UNA EMAIL AL GIORNO LEVA LA NASPI DI TORNO

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L’iniziativa dell’ANLS l’associazione dei lavoratori stagionali UNA NASPI AL GIORNO LEVA LA NASPI DI TORNO di far conoscere ai deputati la nostra problematica inviando massicciamente una email ogni giorno a un parlamentare diverso ha ottenuto un primo risultato, infatti la deputata Marisa Nicchi del MDP ARTICOLO1  grazie all’interessamento di Mario Pintore un lavoratore stagionale ma anche un esponente della sinistra dell’Isola d’elba, ha appena inserito un emendamento nel disegno di legge ACI 4444 in discussione in questi giorni alla commissione Bilancio per introdurre la proposta di legge che risolverebbe definitivamente la questione dei lavoratori stagionali la Argos appunto scritta e ideata da Carla lotti e Riccardo Iovine più di un anno fa.

È impegno adesso del movimento spostare l’attenzione verso i componenti della commissione bilancio della camera per far approvare l’ emendamento. Vi chiediamo quindi la massima collaborazione e di partecipazione all’iniziativa UN EMAIL AL GIORNO LEVA LA NASPI DI TORNO.  Ogni giorno invieremo una email a un componente diverso della commissione bilancio convincendolo a votarlo:

l’emendamento 53bis del Dlgs 4444.

COMMENTO EMENDAMENTO
L’EMENDAMENTO PROPONE A DECORRERE DAL 2018 L’INTRODUZIONE DI UN AMMORTIZZATORE SOCIALE SPECIFICO (ARGOS) PER I COSIDETTI LAVORATORI STAGIONALI CHE, PUR RICALCANDO IN GRAN PARTE L’IMPIANTO DELLA NASPI SE NE DIFFERENZIA IN BASE ALLE MODALITA’ E AI CRITERI DI CALCOLO, MISURA E DURATA DELLA QUANTITA’ DI INDENNITA’ DA EROGARE.
COME PIU’ VOLTE DENUNCIATO DALLA CATEGORIA DEI LAVORATORI STAGIONALI, LA NASPI E’ PUNITIVA NEI LORO CONFRONTI PERCHE’ NON RIESCE A RICOMPRENDERE LA PECULIARITA’ DEL LAVORO STAGIONALE CHE SI CARATTERIZZA PER UNA SERIE DI MESI IN CUI L’ATTIVITA’ NON VIENE SVOLTA.
IN SOSTANZA LA DIFFERENZA PRINCIPALE TRA LA PROPOSTA EMENDATIVA E L’ATTUALE NASPI STA NELLA DURATA DELL’EROGAZIONE DELL’INDENNITA’ CHE E’ PARI AD UN GIORNO DI INDENNITA’ PER OGNI GIORNO DI CONTRIBUZIONE DEGLI ULTIMI 4 ANNI E PER UN MASSIMO DI 26 SETTIMANE (IN LUOGO DELLA META’ DELLE SETTIMANE LAVORATE NEGLI ULTIMI 4 ANNI). QUESTA E’ LA SOLUZIONE FORTMENTE RICHIESTA, ANCHE CON CAMPAGNE DI MOBILITAZIONE E RACCOLTA FIRME DA PARTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI STAGIONALI.
UN INIZIATIVA LEGISLATIVA A SOSTEGNO DEI LAVORATORI STAGIONALI, IN COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI, NEL DICEMBRE 2016 E’ STATA ASSUNTA DAL GRUPPO REGIONALE DI SINISTRA ITALIANA IN TOSCANA, DEL QUALE SI RIPORTA LA NOTIZIA PUBBLICATA

TESTO EMENDAMENTO DA PRESENTARE
A.C. 4444
ARTICOLO 53
Dopo l’articolo 53 inserire il seguente:
<<Articolo 53-bis
(Istituzione dell’assicurazione a retribuzione graduale per l’occupazione stagionale – ARGOS)
1. A decorrere dal 1º gennaio 2018 è istituita presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, una indennità mensile di disoccupazione, denominata «Assicurazione a retribuzione graduale per l’occupazione stagionale (ARGOS)», avente la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai soggetti che svolgono un lavoro di tipo stagionale non agricolo nel periodo di non occupazione.
2. Ai fini del presente articolo si considerano lavoratori stagionali non agricoli coloro i quali sono assunti a termine per lo svolgimento delle attività di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525, di quelle definite dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative definiti e di quelle definite tali secondo le normative di settore vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge.
3. L’ARGOS sostituisce la Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego (NASpI) introdotta dall’articolo 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1º gennaio 2018 subiti dai lavoratori di cui al presente articolo.
4. L’ARGOS è riconosciuta ai lavoratori dipendenti stagionali non agricoli di cui al comma 2 residenti in Italia, che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
a) siano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150;
b) possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
c) possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.
5. L’ARGOS è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e alle lavoratrici che hanno rassegnato le dimissioni durante il periodo tutelato di maternità obbligatoria.
6. L’ARGOS è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33 ed è così calcolata:
a) 60 per cento della retribuzione mensile per i lavoratori che possono far valere un periodo contributivo compreso tra 13 e 52 settimane negli ultimi quattro anni, all’atto della cessazione dell’ultimo rapporto lavorativo antecedente la domanda di ARGOS;
b) 65 per cento della retribuzione mensile per i lavoratori che possono far valere un periodo contributivo compreso tra 53 e 103 settimane negli ultimi quattro anni, all’atto della cessazione dell’ultimo rapporto lavorativo antecedente la domanda di ARGOS;
c) 70 per cento della retribuzione mensile per i lavoratori che possono far valere un periodo contributivo di oltre 103 settimane negli ultimi quattro anni, all’atto della cessazione dell’ultimo rapporto lavorativo antecedente la domanda di ARGOS.
7. L’ARGOS non può in ogni caso superare l’importo mensile massimo di 1.250 euro.
8. L’ARGOS si riduce del 3 per cento ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.
9. All’ARGOS non si applica il prelievo contributivo di cui all’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41.
10. L’ARGOS è corrisposta mensilmente, nella misura di un giorno di indennità per ogni giorno di contribuzione degli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione. L’ARGOS è corrisposta per un massimo di 26 settimane.
11. La domanda di ARGOS è presentata all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.
12. L’ARGOS spetta a decorrere dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro o, qualora la domanda sia presentata successivamente a tale data, dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda.
13. L’erogazione dell’ARGOS è condizionata alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa nonché ai percorsi di qualificazione professionale proposti dai centri per l’impiego, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150.
14. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono determinate le condizioni e le modalità per l’attuazione del comma 13 nonché le misure conseguenti all’inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di politica attiva di cui al medesimo comma 13.
15. Il lavoratore che durante il periodo di percezione dell’ARGOS instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia superiore al reddito minimo escluso da imposizione fiscale decade dalla prestazione, salvo il caso in cui la durata del rapporto di lavoro non sia superiore a sei mesi. In tale caso la prestazione è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro. La contribuzione versata durante il periodo di sospensione è utile ai fini di cui ai commi 4 e 6.
16. Il lavoratore che durante il periodo di percezione dell’ARGOS instauri un rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia inferiore al reddito minimo escluso da imposizione conserva il diritto alla prestazione, ridotta nei termini di cui al comma 19, a condizione che comunichi all’INPS, entro trenta giorni dall’inizio dell’attività, il reddito annuo previsto e che il datore di lavoro o, qualora il lavoratore sia impiegato con contratto di somministrazione, l’utilizzatore, siano diversi dal datore di lavoro o dall’utilizzatore per i quali il lavoratore prestava la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro che ha determinato il diritto all’ARGOS e non presentino rispetto ad essi rapporti di collegamento o di controllo ovvero assetti proprietari sostanzialmente coincidenti. La contribuzione versata è utile ai fini di cui ai commi 4 e 6.
17. Il lavoratore titolare di due o più rapporti di lavoro subordinato a tempo parziale che cessi da uno dei detti rapporti a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, o di risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e successive modificazioni, e il cui reddito sia inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, ha diritto, ricorrendo tutti gli altri requisiti, di percepire l’ARGOS, ridotta nei termini di cui al comma 19, a condizione che comunichi all’INPS entro trenta giorni dalla domanda di prestazione il reddito annuo previsto.
18. La contribuzione relativa all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti versata in relazione all’attività di lavoro subordinato non dà luogo ad accrediti contributivi ed è riversata integralmente alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 della legge n. 88 del 1989.
19. Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce l’ARGOS intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale ricava un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione, deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. L’ARGOS è ridotta di un importo pari all’80 per cento del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il lavoratore esentato dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all’INPS un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato dall’attività lavorativa autonoma o d’impresa individuale entro il 31 marzo dell’anno successivo. Nel caso di mancata presentazione dell’autodichiarazione il lavoratore è tenuto a restituire l’ARGOS percepita dalla data di inizio dell’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.
20. La contribuzione relativa all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti versata in relazione all’attività lavorativa autonoma o d’impresa individuale non dà luogo ad accrediti contributivi ed è riversata integralmente alla Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 della legge n. 88 del 1989.
21. Ferme restando le misure conseguenti all’inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di politica attiva prevista dal decreto di cui al comma 14, il lavoratore decade dalla fruizione dell’ARGOS nei seguenti casi:
a) perdita dello stato di disoccupazione;
b) inizio di un’attività lavorativa subordinata senza provvedere alle comunicazioni di cui ai commi 16 e 17;
c) inizio di un’attività lavorativa in forma autonoma o d’impresa individuale senza provvedere alla comunicazione di cui all’articolo al comma 19, primo periodo;
d) raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
e) acquisizione del diritto all’assegno ordinario d’invalidità, salvo il diritto del lavoratore di optare per l’ARGOS.
22. La contribuzione figurativa è rapportata alla retribuzione di cui al comma 6, entro un limite di retribuzione pari a 1,2 volte l’importo massimo mensile dell’ARGOS per l’anno in corso.
23. Le retribuzioni computate nei limiti di cui al comma 22, rivalutate fino alla data di decorrenza della pensione, non sono prese in considerazione per la determinazione della retribuzione pensionabile qualora siano di importo inferiore alla retribuzione media pensionabile ottenuta non considerando tali retribuzioni. Rimane salvo il computo dell’anzianità contributiva relativa ai periodi eventualmente non considerati nella determinazione della retribuzione pensionabile ai fini dell’applicazione dell’articolo 4, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
24. Ai maggiori oneri derivanti dal presente articolo, valutati in 500 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’articolo 1, comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, come rifinanziato dall’articolo 43, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.>>
NICCHI

COMMENTO EMENDAMENTO
L’EMENDAMENTO PROPONE A DECORRERE DAL 2018 L’INTRODUZIONE DI UN AMMORTIZZATORE SOCIALE SPECIFICO (ARGOS) PER I COSIDETTI LAVORATORI STAGIONALI CHE, PUR RICALCANDO IN GRAN PARTE L’IMPIANTO DELLA NASPI SE NE DIFFERENZIA IN BASE ALLE MODALITA’ E AI CRITERI DI CALCOLO, MISURA E DURATA DELLA QUANTITA’ DI INDENNITA’ DA EROGARE.
COME PIU’ VOLTE DENUNCIATO DALLA CATEGORIA DEI LAVORATORI STAGIONALI, LA NASPI E’ PUNITIVA NEI LORO CONFRONTI PERCHE’ NON RIESCE A RICOMPRENDERE LA PECULIARITA’ DEL LAVORO STAGIONALE CHE SI CARATTERIZZA PER UNA SERIE DI MESI IN CUI L’ATTIVITA’ NON VIENE SVOLTA.
IN SOSTANZA LA DIFFERENZA PRINCIPALE TRA LA PROPOSTA EMENDATIVA E L’ATTUALE NASPI STA NELLA DURATA DELL’EROGAZIONE DELL’INDENNITA’ CHE E’ PARI AD UN GIORNO DI INDENNITA’ PER OGNI GIORNO DI CONTRIBUZIONE DEGLI ULTIMI 4 ANNI E PER UN MASSIMO DI 26 SETTIMANE (IN LUOGO DELLA META’ DELLE SETTIMANE LAVORATE NEGLI ULTIMI 4 ANNI). QUESTA E’ LA SOLUZIONE FORTMENTE RICHIESTA, ANCHE CON CAMPAGNE DI MOBILITAZIONE E RACCOLTA FIRME DA PARTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI STAGIONALI.
UN INIZIATIVA LEGISLATIVA A SOSTEGNO DEI LAVORATORI STAGIONALI, IN COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEI LAVORATORI, NEL DICEMBRE 2016 E’ STATA ASSUNTAanls_facebook_photo_profile_arancioneDAL GRUPPO REGIONALE DI SINISTRA ITALIANA IN TOSCANA, DEL QUALE SI RIPORTA LA NOTIZIA PUBBLICATA

Lavoratori stagionali, Fattori e Sarti (Sì): “Naspi e Jobs Act colpiscono in modo grave”

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2016/12/28/lavoratori-stagionali-fattori-sarti-si-naspi-jobs-act-colpiscono-modo-grave/
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Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri di Sì Toscana a Sinistra, hanno presentato oggi in Consiglio Regionale una proposta di legge per dare un sostegno economico ai lavoratori stagionali semestrali che, a causa del Jobs Act e dei criteri della Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego, restano senza alcun sussidio di disoccupazione per due o tre mesi l’anno.
Dichiarano Fattori e Sarti: “In Toscana sono circa 35 mila i lavoratori stagionali impiegati in vari settori, dal turismo al settore agricolo e agroindustriale fino alla cultura e persino alla scuola. Sono definiti stagionali “semestrali e ricorrenti” perché costretti a lavorare solo 6 mesi l’anno per via delle caratteristiche del comparto in cui sono impiegati, non per loro scelta. Ogni anno sono riassunti e poi licenziati nuovamente dopo sei mesi. In molti casi, si pensi al turismo, si tratta di persone che vivono nelle zone economicamente più disagiate della regione, come la costa, le isole, le aree montane. Persone che lavorano in settori fondamentali per l’economia regionale e che hanno famiglie, magari un mutuo da pagare e si trovano senza alcun sostegno al reddito per mesi”.
“La colpa è ancora una volta del Jobs Act e della Naspi, la nuova assicurazione sociale per l’impiego, ossia l’assegno di disoccupazione che è adesso erogato con criteri diversi rispetto al passato. Prima del Jobs Act e dei decreti attuativi, i lavoratori stagionali semestrali e ricorrenti ricevevano per i restanti 6 mesi di disoccupazione un assegno di sostegno al reddito. Adesso i nuovi meccanismi di calcolo lasciano in Toscana circa 15 mila persone senza alcun assegno di sostegno per 2 o 3 mesi l’anno, a seconda del settore in cui sono impiegati”.
“La regione Toscana non può restare a guardare gli effetti disastrosi delle scelte di Renzi con le mani in mano. Per questo abbiamo presentato una proposta di legge regionale con l’obiettivo di tamponare questa situazione d’emergenza, in attesa che la legislazione nazionale sia modificata. La proposta prevede che ai lavoratori stagionali semestrali ricorrenti sia erogato un sostegno economico per i due o tre mesi in cui restano senza alcun reddito. Naturalmente per avere diritto al sostegno economico regionale, oltre a tutti i requisiti della Naspi, fra cui quelli relativi agli anni pregressi di lavoro, identifichiamo alcuni ulteriori criteri e requisiti specifici, ad esempio l’essere residenti in Toscana da almeno 5 anni e avere un ISEE uguale o inferiore a 15 mila euro. Quindi la platea dei beneficiari sarà di circa 10 mila persone con un massimo di spesa di venti milioni l’anno. Ci batteremo affinché alla prima variazione di bilancio vengano trovati i fondi necessari per evitare una situazione di emergenza sociale per tante famiglie e lavoratori importanti per l’economia della nostra regione. Si pensi solo al fatto che il turismo è uno dei pochi settori che nella crisi è cresciuto in occupazione e fatturati”.
Alla conferenza stampa ha preso parte Giovanni Cafagna, Presidente dell’Associazione Nazionale Lavoratori Stagionali (ANLS), che Fattori e Sarti ringraziano per aver collaborato alla stesura del testo, condividendo l’ipotesi di far della Toscana la regione apripista in grado di lanciare un segnale a tutto il paese. Carfagna ha dichiarato: “Con questa proposta di legge sfidiamo il Presidente Rossi a passare dalle parole ai fatti, dando risposte a una categoria di suoi concittadini che il governo ha molto penalizzato dimezzando i sussidi di disoccupazione”. “Stiamo parlando dei tanti occupati nei nostri alberghi e ristoranti, nelle aziende di distribuzione, nelle lavorazioni agroalimentari, dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni assunti stagionalmente come vigili urbani e vigili del fuoco, di molti precari della scuola”. “Come associazione abbiamo già consegnato questa proposta nata in Toscana anche ai presidenti di Puglia e Campania, e a gennaio sarà illustrata nel consiglio regionale dell’Emilia Romagna”.
Fonte: Segreteria Sì Toscana a Sinistra, Consiglio Regionale delle Toscana – Ufficio Stampa

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