Rassegna stampa

LAVORATORI STAGIONALI, LA NASPI È IL VERO PROBLEMA CHE HA CREATO CONDIZIONI ECONOMICHE ASSURDE

Di Sergio Puglia Senatore MoVimento 5 Stelle

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È ormai noto che i lavori stagionali sono da anni la giungla di precarietà con cui i nostri giovani hanno conosciuto il mondo del lavoro con orari disumani, stipendi da fame, mancato riconoscimento del lavoro straordinario, nessuna sicurezza…, oltre a questo il Governo PD ha anche DIMEZZATO L’INDENNITÀ DI DISOCCUPAZIONE spettante ai lavoratori stagionali.

Questo ha ulteriormente, anzi direi definitivamente, reso il lavoro stagionale poco appetibile ai nostri giovani. Divenendo uno dei lavori più precari -ormai- in Italia, e che, con il dimezzamento dell’ indennità di disoccupazione, ha anche reso instabili i rapporti familiari.

Eppure, continuiamo (W Dio) a tenere in piedi scuole alberghiere e del turismo, ossia investiamo soldi pubblici per formare i giovani per un lavoro oggi diventato tra i più precari del nostro Paese.

Sembra un assurdo, un paradosso, che l’Italia, il paese del turismo, abbia sancito, con l’introduzione della NASPI (o meglio, del suo meccanismo di calcolo) l’inizio della fine del lavoro stagionale.

Già nella scorsa legislatura mi sono opposto fermamente a questi nuovi di criteri di calcolo dell’indennità di disoccupazione che avrebbero danneggiato i lavoratori stagionali.

In questa Legislatura ho portato all’attenzione della Commissione Lavoro del Senato questo serissimo problema.

Confido nel nostro Governo, nonché nei presidenti delle commissioni lavoro della Camera e del Senato, in un accoglimento delle proposte legislative che possano finalmente ridare un impianto legislativo atto a
rilanciare il lavoro stagionale e quindi il nostro settore strategico: IL “TURISMO”

4 risposte a "LAVORATORI STAGIONALI, LA NASPI È IL VERO PROBLEMA CHE HA CREATO CONDIZIONI ECONOMICHE ASSURDE"

  1. Avevo sentito di questa associazione appena iniziarono i problemi con la Naspi ma non essendo un utilizzatore di FACEBOOK, Vi avevo perso di vista. Sono contento che esistete ancora. Io sono uno stagionale ormai da 30 anni. E quello che nessuno
    dice è che non solo con la Naspi percepiamo la metà del periodo lavorato, con le nuove trovate hanno continuato ad infierire anche sulle pensioni. Si perché nonostante l’INPS dica che comunque il periodo contributivo figurativo copra tutti i sei mesi, sull’estratto conto contributivo al lato dei contributi figurativi riguardanti l’indennità è cambiata la dicitura e nessuno ti chiarisce cosa significhi. Inoltre mi permetto di far notare che anche la tanto decantata quota 100 per noi non vale in quanto non tenendo conto dei contributi figurativi se hai lavorato 40 anni ne valgono solo 20. Quindi la Fornero ci ha alzato l’età pensionabile e i nuovi governanti hanno deciso che è ingiusta per tutti tranne che per gli stagionali. Ricordo a tutti che fare lo stagionale non è stato per nessuno di noi una scelta bensì una necesssità. La maggior parte di noi da giovane ha cercato in tutti i modi di fare altro ma allora come oggi ti dovevi arrangiare e allora come oggi per entrare in un posto nonostante gli innumerevoli concorsi, se non eri raccomandato non andavi da nessuna parte. Molti di quelli che sono entrati con l’aiuto del politico di turno quando non del parroco sono gli stessi che ci passarono avanti disonestà ente allora e che oggi rivendicano i loro diritti perché hanno versato tutti i contributi. È inutile ricordare quando ad un concorso per spazzino (così si chiamavano allora) dove per entrare bastava la terza media partecipavano laureati in lettere o matematica e le prove consistevano in un tema o in quiz matematici guarda caso superava il concorso quello con la terza media. Chi di noi non ha cercato disperatamente una raccomandazione alzi la mano, quindi non mi sento migliore di chi la raccomandazione la trovó perché anch’io se l’avessi trovata ne avrei approfittato, solo oggi mi farebbe piacere che si riconoscesse che chi non ha versato tutti i contributi non lo ha fatto per scelta e che se non ha condotto una vita fatta di tredicesime ferie ecc. Ecc. Non lo ha fatto per scelta. Quindi quando sento fare differenze da chi ha versato i contributi completamente perché magari è uno statale o un dipendente comunale o dipendenti di grandi aziende vedi Alitalia per citarne una, mi farebbe piacere che “non tutti per carità qualcuno è entrato anche per MERITO” molti di loro si chiedessero anche come hanno ottenuto quei posti.

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  2. Caro Sergio Puglia i voti dei lavoratori stagionali e delle loro famiglie lei e il M5S alle prossime elezioni li vedrete con il binocolo, così imparerete a giocare sulla pelle dei lavoratori e delle loro famiglie..

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